Uno sguardo ai numeri

Mobilità
Secondo i dati Istat, nel 2019, in condizioni di normalità prima del Covid-19, si sono spostati sul territorio nazionale ogni giorno 33 milioni di pendolari. Di questi, 22 milioni (il 66,7 %) sono lavoratori, e 11 milioni (33,3 %) studenti.

25 milioni di persone si sono mosse ogni giorno utilizzando la propria auto.

Il picco è stato la mattina ogni giorno tra le 7:00 e le 8:00, con 18 milioni di persone in movimento.

Sempre nel 2019, hanno usato i mezzi pubblici (tram, autobus e filobus) 3 milioni di persone tutti i giorni e 3 milioni più volte alla settimana. Altre 900 mila persone hanno viaggiato in treno tutti i giorni.

Nel 2020, appena iniziata la fase 2 erano circa 300 mila le persone che usavano i mezzi pubblici quotidianamente.

Trasporti e sostenibilità
7,7 milioni
i veicoli elettrici nel mondo, secondo i dati di EVVolumes, con 2,25 milioni di veicoli venduti solo nel 2019. Secondo la stessa fonte il numero totale è destinato a crescere fino a 10,5 milioni entro la fine del 2020, Covid-19 permettendo.

30.156 i veicoli elettrici (ibridi compresi) immatricolati in Italia, secondo i dati dell’analisi di mercato motus-e. L’incremento delle vendite nel mese di settembre 2020 rispetto allo stesso mese dello scorso anno è stato del 243,78%.

Circa 10.000 le colonnine di ricarica in Italia al momento. Nel 2019 erano la metà. E con il Dl Semplificazioni si prevede di fornire entro 6 mesi almeno un punto di ricarica per mille abitanti, quindi 60.000 colonnine.

3,7 i miliardi di euro previsti dal Piano Nazionale Mobilità Sostenibile e da stanziare entro il 2033, che andranno a rinnovare anche il parco autobus per il trasporto pubblico in Italia, con mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno).

6 milioni al giorno circa i pendolari che nell’anno pre-covid in Italia si sono spostati in bici o a piedi, per andare a lavoro, scuola o all’università.

Risparmio energetico
Il 36% dell’energia elettrica prodotta in Italia è rinnovabile secondo i dati dell’ultimo rapporto Terna. Nel 2019 infatti le fonti rinnovabili hanno coperto il 35,9% della domanda elettrica  nazionale.

Fino al 90% in meno di emissioni inquinanti nel ciclo di vita completo, per i veicoli elettrici (Bev) rispetto al motore termico tradizionale, se si riuscisse a fornire ‘energia pulita’ – solo da fonti rinnovabili – almeno nelle fasi di ricarica dei veicoli elettrici, sostiene un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea).

Entro il 2030 in Europa, il 32% del consumo energetico dovrà provenire da fonti rinnovabili, secondo la legislazione Ue sulla promozione di tali fonti energetiche, con un miglioramento di almeno il 32,5% dell’efficienza energetica entro la medesima data. Il 14% di questa energia rinnovabile sarà destinato ai trasporti.

Sempre entro il 2030, a livello europeo è stato fissato l’obiettivo della riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas a effetto serra, rispetto ai livelli del 1990.

Lo stoccaggio di energia in Europa potrebbe dover aumentare fino a 6 volte rispetto a quello attuale entro il 2050, rendo noto la Corte dei Conti Europea in un documento. Infatti, «per i trasporti, le nuove fonti di energia rinnovabili comporteranno anche nuove sfide in termini di stoccaggio dell’energia. Occorrerà quindi aumentare l’accumulo di energia, sia nelle rete sia nei trasporti».

Aziende su Ricerca e sviluppo
Secondo un resoconto del 2019 su statista.com, la casa automobilistica che ha spesso di più nel mondo in Ricerca e Sviluppo nel 2018 è Volkswagen, con 15,53 miliardi di dollari. Seguono Daimler (10,36 miliardi di dollari), Toyota (9,58 miliardi di dollari), Ford (8,2 miliardi di dollari) e General Motors (7,8 miliardi di dollari).

Nell’estate 2020 Volkswagen Group ha previsto che entro il 2025 più di un quinto dei suoi veicoli saranno elettrici, mentre ha annunciato che investirà 52 miliardi di dollari su guida autonoma (driverless) e ‘servizi di mobilità’ entro il 2023. Lo scrive Forbes.

Sempre secondo Forbes, Ford investirà 4 miliardi di dollari entro il 2023 per sviluppare il suo servizio di ‘self-driving’

A marzo 2020 General Motors ha annunciato che investirà 20 miliardi di dollari destinati allo sviluppo di veicoli elettrici.

Secondo un resoconto di The Information, anche Amazon si starebbe muovendo sull’orizzonte driverless, avendo speso più di un miliardo di dollari per l’acquisizione di Zoox, una startup americana per lo sviluppo di veicoli a guida autonoma.

Effetto occupazionale
158,9 i miliardi di euro
del volume d’affari totale in Europa dal settore del rinnovabile al 2018, secondo un rapporto del 2019 di Eurobserver: un incremento di 4,2 miliardi (+2,7%) rispetto all’anno precedente.

1,51 milioni i posti di lavoro registrati al 2018 in Europa nel settore dell’energia rinnovabile nel complesso, secondo il rapporto di Eurobserver 2019.

L’Italia è nella Top 5 dei Paesi europei con la maggiore occupazione nel rinnovabile, con 121.400 posti di lavoro (8% del totale). Al quarto posto la Gran Bretagna (131.900 posti di lavoro), terza la Francia (151.600), seconda la Spagna (167.100), e al primo posto la Germania (263.700, 17% del totale).

Lo sviluppo del driverless implicherà una transizione dei posti di lavoro tra settori per far fronte alle perdite inevitabili nei settori che necessitano di conducenti. Infatti, secondo una ricerca di MoneySuperMarket, solo in Uk l’automazione mette a serio rischio 1,2 milioni di posti di lavoro.

Anche lo sviluppo del rinnovabile porta a una perdita inevitabile dei posti di lavoro, soprattutto nel settore delle fossili. La perdita più grande è stata osservata in Germania (che è infatti anche il Paese con una maggiore transizione al rinnovabile), con 27.000 posti di lavoro in meno nel 2018.

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