Uno sguardo ai numeri

IO SONO PIÙ SOSTENIBILE

Generazioni a confronto

– Il 27% dei millennials sarebbe disposto a pagare fino al 10% in più per un prodotto sostenibile e un ulteriore 27% sarebbe pronto a sborsare fino al 20% in più. Percentuali simili nella generazione Z: il 25% pagherebbe il 10% in più e il 28% arriverebbe fino al 20% in più.

Nella moda:

– Il 21% degli intervistati della generazione Z spenderebbe il 5% in più per acquistare abbigliamento sostenibile, mentre il 17% arriverebbe ad aumentare la spesa del 10%. Fra i millennials, il 12% aggiungerebbe il 10% al prezzo del capo per averlo sostenibile.

Nel cibo:

– Il 73% dei millennials e il 76% della generazione Z afferma di essere disposto a pagare di più per avere la certezza sulla sostenibilità dei propri marchi di alimentari preferiti.

– Il 76% dei millennials e il 78% della generazione Z pone particolare attenzione ai prodotti di qualità.

Nei trasporti:

– L’acquisto di un’automobile è solo al quinto posto nella to do list dei millennials.

– Il 55% dei millennials è disposto a utilizzare il car sharing se più conveniente.

Fonti: PwC Millennials vs Generation Z (2018), Bain & Company per il magazine Quattroruote (2019)

LAVORI GREEN

– Da oggi al 2023, ogni 5 nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia 1 sarà generato da aziende ecosostenibili.

– L’occupazione in ambito ecosostenibile coprirebbe una quota pari al 18,9% sul totale del fabbisogno generato fino al 2023.

– Si tratta di un numero di nuovi posti di lavoro oltre il 50% in più di quelli generati dal digitale e il 30% in più di quelli prodotti dalle imprese della filiera salute e benessere.

Fonte: Focus Censis – Confcoperative “Smart &Green” (2019)

GREEN SKILL

– Il 49% delle aziende con dipendenti ha valutato l’assunzione di nuovo personale anche sulla base delle skills legate alla sostenibilità ambientale.

– Nel 2017 sono state circa 653mila le imprese che hanno ricercato profili professionali caratterizzati da una certa propensione alla sostenibilità.

Fonte: Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal (2017)

– I dieci profili green più richiesti:

1 Installatore di reti elettriche a migliore efficienza

2 Programmatore agricolo della filiera corta

3 Meccatronico green

4 Manovale esperto di calcestruzzi green

5 Installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale

6 Risk manager ambientale

7 Educatore ambientale per l’infanzia

8 Esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico)

9 Promotore edile di materiali sostenibili

10 Meccanico industriale green

Fonte: rapporto GreenItal di Fondazione Symbola e Unioncamere (2018)

LE ECO-INDUSTRIE

Nel 2017 il peso del settore è stato pari al 2,4% del valore complessivo dell’economia italiana. Nello stesso anno, ha raggiunto le 388mila unità di lavoro.

Fra il 2014 e il 2017 il settore ha fatto registrare una crescita del 4,6% delle unità di lavoro, dell’11% del valore aggiunto e del 3,6% del valore della produzione.

Fonte: Focus Censis – Confcoperative “Smart &Green” (2018)

PLASTICA

La normativa: a marzo 2019 è stata approvata la direttiva europea che vieta dal 2021 una serie di oggetti in plastica usa e getta non biodegradabile: posate e piatti, cannucce, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso, bastoncini di cotone per i prodotti dell’igiene tipo cotton fioc, bastoncini per palloncini e prodotti in plastica oxo-degradabile.

Rifiuti di plastica riciclabili:

– Tutti i contenitori che recano le sigle PE, PET e PVC

– Contenitori per liquidi

– Bottiglie per bevande

– Flaconi per prodotti per l’igiene personale e pulizia per la casa

– Shampoo, Bagnoschiuma

– Detersivi

– Vaschette per l’asporto di cibi

– Confezioni per alimenti

– Polistirolo espanso degli imballaggi e simili

– Borse di nylon

– Plastica in pellicola

Gli italiani e la plastica:

– Un italiano su due crede che l’allarme plastica sia un problema molto serio.

– Oltre 1 italiano su 3 ritiene che sia responsabilità delle aziende offrire delle soluzioni concrete per ridurre l’uso della plastica nelle confezioni vendute.

– Oltre la metà (il 53%) del campione dichiara di acquistare prodotti realizzati con materiali riciclati.

Fonte: Ipsos, primo studio sulla plastica (2019)

CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY

– Fra i millennials quasi nove su dieci (87%) ritengono che il successo di un business dovrebbe essere misurato in termini che vanno al di là della pura performance finanziaria.

– Nel 2017 circa l’85% delle aziende italiane (era l’80% nel 2015) presentano azioni riconducibili alla CSR.

– Le aziende che fanno attività di CSR vogliono: “contribuire allo sviluppo sostenibile” (35% delle risposte), essere “responsabili verso le generazioni future” (32%) e “migliorare i rapporti con le comunità locali” (29%)

Fonti: Millennial Survey di Deloitte (2016), Rapporto sull’impegno sociale delle aziende in Italia dell’Osservatorio Socialis,

FINANZA SOSTENIBILE

– Quasi tre investitori su quattro (il 72%) ritengono che le società con un approccio più attento ai criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) costituiscano un migliore investimento in un’ottica di lungo periodo.

– Fra i 22-30enni sono decisamente di più (76%) rispetto alla media (del 64%) coloro che esigono prove concrete dell’impatto positivo esercitato dai propri investimenti.

Fonte: Indagine sull’approccio e le abitudini d’investimento degli italiani, GFK per AXA Investment Managers

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