The H factor. L’uomo al centro di tutto.

Si sente un gran parlare di start-up, digitalizzazione, innovazione. La verità è che se non ci fossero delle “Beautiful Mind” dietro, nulla di tutto questo sarebbe possibile.

Il fattore umano è fondamentale, quando si parla d’innovazione, così come lo è quello generazionale. A fronte di tanti ostacoli, i giovani che sanno rischiare, oggi si trovano a vivere un’epoca d’oro senza esserne del tutto coscienti. C’è un universo di nuovi mecenati là fuori, pronti a sostenere e a finanziare idee valide, consapevoli che è nella capacità di inventare, e innovare, che risiede il futuro.

Sull’onda di questa consapevolezza, già 12 anni fa, Riccardo Donadon ha fondato H-FARM: H, come human e Farm perché tutto è iniziato da una enorme fattoria immersa nelle campagne trevigiane. Architetti e designer futuristici ne hanno preso in carico la ristrutturazione. Pur mantenendo la sua natura originaria, sono stati in grado di trasformare stalle, serre e cascine che la componevano, in un polo d’innovazione tecnologica nel quale, ad oggi, sono state accelerate più di 85 giovani startup per un giro di oltre 24 milioni di euro. Biciclette e mini auto elettriche sono messe a disposizione degli ospiti e delle 550 persone che vi lavorano per muoversi liberamente dentro questo immenso parco verde, circondato da campi di grano e ruscelli.

Questa “fattoria” ha innescato un processo virtuoso che ha dato impulso, in breve tempo, a realtà come H-ART, azienda unica nel suo genere nel panorama italiano, che idea e realizza soluzioni innovative per supportare i brand nei processi di trasformazione digitale. I progetti proposti migliorano le esperienze degli utenti attraverso l’inclusione di tecnologie digitali all’interno di servizi e prodotti.

H-FARM è andata oltre, dando vita a progetti come H-ACK, maratone di sviluppo della durata di 24 ore alle quale partecipano giovani nerd dell’informatica tra cui sviluppatori, grafici e programmatori, con l’obiettivo/il compito di avvicinare le imprese al mondo del digitale. È assegnato loro un tema da pare delle aziende e devono risolverlo con proposte tangibili (i team di lavoro arrivano anche a sviluppare app, software, interfacce).

Altro aspetto importante è quello della formazione: attraverso H-FARM Education è stato dato vita a un progetto progetto unico a livello nazionale ed internazionale, finalizzato a creare un percorso completo di formazione K-12, che va dai primi anni di età scolare fino al diploma superiore, al quale si aggiunge la formazione post diploma, dalla laurea ai master, che permetterà ai giovani di oggi e alle generazioni future di affrontare ed interpretare in maniera consapevole gli enormi cambiamenti che il digitale sta apportando nei sistemi e nei processi a livello globale.

Con la sua espansione H-FARM ha rivilitalizzato l’economia di un luogo che è stato nominato H-CAMPUS: un progetto in costante crescita che ha come obiettivo la creazione di un polo dedicato all’innovazione in cui imprese, startup e studenti si incontrano accompagnandosi vicendevolmente in un percorso che le vedrà sempre più impegnati a costruire e comunicare tramite strumenti e modelli digitali.

Il fattore umano è comune a tutte queste realtà perché l’innovazione ha lo scopo primario di migliorare la vita delle persone e sono le persone stesse, in team, che la creano. Dall’aiutare chi vuole guadagnare nel tempo libero (PonyU), alla costruzione di soluzioni digitali per persone disabili (Henable.me), alla piattaforma multiservizio a supporto dei piccoli produttori di cibo artigianale italiano (Eattiamo) ad un Social Sport Network che aiuta ad organizzare e gestire partite (Fubles), gli esempi concreti sono tanti perché il futuro è davvero limitless.

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