Televisão Meravilhão: fenomenologia delle telenovelas brasiliane

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“Una singola telenovela è più importante di tutto il cinema brasiliano”. Così Silvio Eduardo de Abreu, attore, regista, ma soprattutto sceneggiatore di telenovelas brasiliane, ha definito la centralità della telenovela in Brasile. E ha perfettamente ragione, sia sotto il profilo del pubblico, che dei costi, che per la qualità delle produzioni. Ma, soprattutto, per l’impatto che una telenovela ha sulla società e sulla cultura brasiliana.

Queste soap opera a puntate, infiniti polpettoni strappalacrime, scandiscono non solo le giornate televisive locali, dato che su tutti i canali dalle 17:00 alle 22:00 sono trasmesse solo telenovelas. Ma, data la loro lunghezza, puntellano anche le stagioni dell’anno a di sotto dell’Equatore. Arrivano a cadenzare la vita del brasiliano medio, che scandisce la propria storia sulla base due eventi: le coppe del mondo di calcio e le telenovelas più famose.

Ogni sera, religiosamente, 130 milioni di brasiliani di tutte le razze, età e ceti sociali, si fermano, si accomodano sul divano con parentela al seguito, e si sorbiscono almeno un’ora di sceneggiato. E questo vale per i più morigerati. Perché buona parte del paese segue contemporaneamente almeno 3-4 telenovelas a stagione, trasmesse da diversi canali. I network locali ne sono perfettamente consapevoli, e per questo scatenano una guerra senza limiti per accaparrarsi l’attenzione dei telespettatori. Non a caso, nelle telenovelas brasiliane succede di tutto: intrighi familiari, lotte per il potere, figli che spuntano come funghi, ondate di corna, omicidi efferati (di solito per coprire le corna o sbarazzarsi dei figli), gente drogata, alcolizzata o ludopatica e, recentemente, anche relazioni gay e operazioni chirurgiche per cambiare sesso.

Insomma, una bolgia di umanità varia (preferibilmente avariata), che in settimane di rimasugli emotivi ne combina di tutti i colori, ma con rigorosamente un lieto fine. Per il bene del tasso di suicidi in Brasile, che altrimenti dopo mesi di sberle catodiche schizzerebbe alle stelle. Tivvù responsabile.

Le telenovelas sono nate insieme alla televisione brasiliana, negli anni ’50, e hanno non solo accompagnato la storia, la cultura e la società del Brasile, ma le hanno spesso influenzate e determinate. Se la RAI del maestro Manzi e dei Promessi Sposi ha unificato linguisticamente l’Italia nel dopoguerra, le telenovelas, principalmente quelle della Rede Globo – potentissimo conglomerato mediatico brasiliano – hanno fatto molto di più. In settant’anni hanno plasmato il gigante latinoamericano. Hanno imposto stili di vita, reso il Brasile “Rio-de-Janeiro-centrico” dato che gli studios sono quasi tutti nella città carioca, stabilito mode nel vestiario, come i bikini microscopici, piercing o tatuaggi, comportamenti familiari (spesso negativi), dettato il dibattito pubblico sulla stampa e persino orientato la politica.

Ad esempio, sono state trasmesse telenovelas più leggere durante la dittatura militare, appoggiata dalla Globo, e più “impegnate” durante i governi di Lula e Dilma Rousseff, osteggiati dalla Globo. Gli argomenti trattati, come aborto, anoressia, violenza domestica o temi LGBT, sono stati ripresi dalla stampa locale il giorno dopo la messa in onda degli episodi. Come se i giornalisti fossero davanti alla TV col taccuino in mano. E, addirittura, telenovelas hanno modificato il modo di vivere dei brasiliani. Uno studio del Banco Interamericano di Sviluppo (IDB) del 2009 ha mostrato un picco di divorzi in Brasile dopo la messa in onda dell’ultimo capitolo delle soap trasmesse tra il 1965 e il 1999 (colpa delle solite corna). Telenovelas motore della storia brasiliana.

Ciò che è notevole, tuttavia, è il successo planetario di questo format televisivo. Evidentemente corna e travestiti non sono una peculiarità brasiliana, perché le telenovelas verde-oro sono trasmesse in 130 paesi. Il più importante prodotto di esportazione della bilancia commerciale brasiliana.

La parziale spiegazione è che le soap brasiliane sono qualcosa di speciale, molto peculiare e completamente diverso da ciò che si vede nel resto dell’America Latina. Le telenovelas hanno introdotto realismo, integrato la vita quotidiana di persone in modo quasi giornalistico. Un melodramma che si è evoluto, abbracciando la realtà del popolo.

Il Brasile, in sostanza, plasma la sua cultura e racconta la sua società usando le telenovelas, che ormai sono parte integrante del patrimonio nazionale. I più colti (o snob) obietteranno che in Italia abbiamo fatto lo stesso col neorealismo, con Pasolini o con Moretti. Ma quello brasiliano non è un modo sbagliato di mostrare la realtà, è semplicemente diverso. E forse, considerati i numeri del successo, anche più efficace.

Perché, come disse Roberto Marinho, patron della Globo, “Balzac ha prodotto la cronaca della vita, della cultura del popolo francese. Perpetuandola. È quello che, modestamente, cerchiamo di fare con le telenovelas qui in Brasile”.

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