Post@ per Te

Quando la vocazione sociale parla il linguaggio digitale

In una notte di agosto di un anno fa, in pochi istanti interminabili Arquata, Pretare, Pescara del Tronto, Tufo e Capodacqua – piccoli borghi antichi nel cuore della nostra penisola – implosero, rasi al suolo dal terremoto. La devastazione di quelle ore travolse anche gli uffici postali. Eppure, già all’indomani del sisma quegli avamposti materiali della rivoluzione digitale italiana erano diventati luoghi di speranza, rinati in forma di strutture mobili, subito dopo sostituiti prefabbricati sui quali erano tornate a campeggiare le insegne originali, recuperate caparbiamente con l’aiuto dei Vigili del Fuoco.

Gli abitanti ancora storditi, in preda alla disperazione, avevano cercato conforto presso i loro interlocutori di sempre. In un moto spontaneo, avevano trovato ascolto e assistenza dal loro portalettere e presso gli uffici postali, il loro porto sicuro da generazioni, decenni prima del WIFI, delle APP Bancoposta, del P2P banking, di 16 milioni di PostePay, del Portale dei pagamenti.

In quella vicenda tragica, l’opera silenziosa delle uniche persone presenti sin dal primo istante ha permesso di recuperare per quanto possibile il senso della normalità. Si sono rimboccati le maniche. Hanno riorganizzato il servizio postale nelle tendopoli e nelle frazioni isolate, hanno aiutato a ricercare persone delle quali si era persa traccia, a reperire informazioni tra mille difficoltà, hanno agito come se fossero state investite di una speciale responsabilità.

Quella tragedia ha messo in luce, ancora una volta, che il ruolo e la presenza di oltre 12.000 punti fisici e 30.000 portalettere superano la dimensione aziendale perché sono parte del DNA degli italiani. La rete più ampia e capillare d’Italia, forte di un’offerta integrata di prodotti, servizi e sistemi di pagamento, nel corso dei decenni ha conquistato la posizione migliore per soddisfare i nuovi bisogni delle imprese e delle famiglie, rendendola partner naturale della rivoluzione digitale.

Nell’Italia contemporanea, l’infrastruttura postale è candidata a trasmettere capacità di guardare avanti puntando sull’innovazione e sul futuro coniugando la modernità con la sua grande tradizione, con il suo patrimonio di 140.000 donne e di uomini e con il suo radicamento territoriale. Perché l’eredità storica è capace di infondere la forza di ricostruire, rendendo le persone consapevoli delle loro potenzialità.

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