Nel futuro il traffico diventerà un gioco da ragazzi grazie a MUV

Il modo in cui ci sposteremo nelle città di domani è destinato inevitabilmente a cambiare. Ma la tecnologia può aiutarci non solo a realizzare nuovi veicoli e infrastrutture più moderne, ma anche a far crescere una coscienza diversa nella popolazione. La startup We Push punta a cambiare i nostri stili di vita, attraverso un gioco.

Settembre 2030: un gruppetto di persone prendono un caffè all’interno del modulo Starbucks della loro auto Next, mentre un taxi volante sfreccia di fianco alla funivia, le auto senza guidatore portano i passeggeri al lavoro e  un gruppo di ciclisti a bordo delle loro bici elettriche si infila nel tunnel della metro per imboccare la nuova pista ciclabile sotterranea appena inaugurata dal sindaco. No, questo non è un film di fantascienza, ma soltanto una breve sintesi dei progetti di mobilità sostenibile più avanzati, a livello globale.

Come ci sposteremo nelle città di domani? È una delle domande cruciali a cui la tecnologia sta cercando di dare una risposta. Non  soltanto attraverso lo sviluppo di nuove auto o infrastrutture più efficienti, ma anche incoraggiando i cittadini a muoversi in modo più sostenibile. Ed è proprio questo l’obiettivo di un gruppo di amici palermitani che ha dato vita a un progetto unico nel suo genere.

«È un gioco a tutti gli effetti – racconta Salvatore Di Dio, tra i fondatori della startup WePush – con un’app per smartphone, classifiche in tempo reale, sfide tra amici, badge e premi».

Tutto nasce nel 2012 dal progetto trafficO2, co-finanziato dal MIUR. Oggi, dopo diversi premi vinti, numerosi sacrifici e la partecipazione a un percorso di accelerazione di Google, è nato MUV, che sta per “Mobility Urban Values”. Presentato a Quito in occasione della conferenza ventennale sul futuro delle città “Habitat III”, è una versione evoluta di trafficO2, finanziata dall’Unione Europea attraverso la call Horizon 2020.

E il gioco funziona. Già con la prima versione infatti, era stato possibile misurare – durante una fase di test effettuata a Palermo – un calo di più del 40% delle emissioni di CO2 da parte degli utenti. La regola è una sola: «se ti muovi in modo più sostenibile ricevi qualcosa in cambio», spiega Di Dio.

A piedi, in bici, o facendo car-pooling, sarà sufficiente avere uno smartphone con sistema gps e sensori di movimento per giocare. L’obiettivo è «premiare i comportamenti più virtuosi e rispettosi dell’ambiente collaborando con aziende locali e sponsor».

Gli esercizi commerciali ospiteranno delle stazioni interattive in grado di raccogliere anche dati sull’inquinamento ambientale. Le informazioni circa le abitudini di mobilità saranno poi offerti, in forma anonima, alle pubbliche amministrazioni locali e rilasciati in Open Data, per stimolare la creazione di servizi a valore aggiunto.

Il primo rilascio del gioco è previsto a maggio 2018. Sei, al momento, le città coinvolte: Palermo, Amsterdam, Barcellona, Helsinki, Ghent e Fundao. Il futuro dei trasporti non è dunque soltanto nelle auto senza conducente. Di Dio ne è convinto:  «Dobbiamo modificare i nostri comportamenti – spiega – iniziare a consumare e sprecare meno».

Ma quanto tempo ci vorrà prima che le persone acquistino consapevolezza dell’effettiva necessità di un cambiamento dei propri stili di vita? «In realtà – continua il founder di We Push – ci vuole molto poco per far salire su un autobus qualcuno che non l’ha mai fatto, far riesumare biciclette sepolte da anni in garage e far passeggiare gente abituata a utilizzare l’auto anche per affrontare poche centinaia di metri».

Del resto, loro sono riusciti a farlo già a Palermo, dove una delle “peggiori piaghe” come sosteneva uno dei personaggi del film Johnny Stecchino, è proprio il traffico. Ma lui non sapeva che, per i ragazzi di We Push, il traffico è solo un gioco da ragazzi.

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