Il Molise obeso che ha ancora voglia di crescere

Il 2018 in Molise è una maratona tra un’elezione e un’altra. Le politiche e poi le regionali. Perché tra i saliscendi caratteristici dei borghi di Campobasso e Isernia non c’è stato verso di provare a risparmiare un po’ di soldi unendo i turni elettorali in una giornata sola. Sarà perché “il Molise non esiste” come ammicca ironicamente una delle tante pagine satiriche di Facebook o perché da queste parti anche il clima ci tiene a differenziarsi, con i suoi “undici mesi di freddo e uno di fresco”, come ripete l’adagio popolare. O forse perché i consiglieri regionali “non intendono rinunciare nemmeno a uno stipendio” come scherza amaro Fabrizio Ortis, il candidato senatore del M5S che ci guida tra le stradine di Campobasso strette tra il fiume Biferno e la rocca di Castel Monforte, simbolo della città. Fabrizio, 46 anni, informatico, dal capoluogo molisano, dove è nato, guarda alla capitale, sperando che suo figlio, oggi di pochi mesi, possa crescere in Molise, motivo per cui ha deciso di candidarsi.

La sveglia al mattino suona presto. La prima tappa è l’asilo nido, poi l’ufficio di una delle sue società. Ortis gestisce una srl che digitalizza gli esami clinici e fa corsi di informatica agli operatori socio-sanitari. Due attività che lo mettono a confronto con due facce impegnative di una medaglia graffiata comunque la giri: la sanità e l’occupazione. Così Fabrizio ci racconta come, di fatto, il Molise in ambito sanitario sia “una regione campione” dove “stanno via via provando a sostituire il pubblico, divenuto una sorta di bad company, con il privato, soprattutto per gli esami più costosi, sui quali si può guadagnare meglio”. Una terra piccola, nascosta, sconosciuta ai più, anche in Italia, dove la politica ha messo le mani ovunque sostituendosi addirittura agli imprenditori. “Non è stata creata la possibilità di fare impresa, mentre dovremmo sfruttare turismo, bellezza, siti archeologici, gioielli come Castel San Vincenzo sede di una delle abbazie più importanti d’Europa”. A pranzo si torna a casa a piedi. Attraversiamo via Ferrari “la strada dei pub” dove ci riporteremo all’ora dell’aperitivo ma prima c’è un pomeriggio di campagna elettorale ad aspettarci che passa tra le idee del programma e i problemi delle persone che sembrano apprezzare l’impegno di questo papà diviso tra computer e politica.
La serata si conclude in una trattoria del centro, dove assaggiare le squisitezze campobassane: dai cavatelli alla carne di porco fino alla pizza e minestra, piatti che, ad anni alterni, fanno vincere al Molise il record di regione più sovrappeso d’Italia, fortunatamente senza vergogna né alcuna voglia di dimagrire ma piuttosto di crescere ancora più di un po’.

 

Foto Focus Ilaria Lagioia
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