L’Italia insegue l’industria driverless

Gli atenei sfornano ingegneri pronti a sostenere la nuova ondata dell’innovazione

Il mondo della ricerca sposta in avanti gli orizzonti di un paese, ed è proprio quello che sta facendo l’università italiana nello studio dei sistemi di guida autonoma. L’industria dell’automobile sta investendo sempre di più nello sviluppo di questa tecnologia, per farlo ha bisogno di ingegneri specializzati che escano formati a dovere dagli atenei italiani. Questo è già realtà, a differenza delle strade di città attraversate da auto senza conducente. Per quello ci vorrà ancora tempo. 

Uno dei passaggi chiave per avvicinare questa utopia è preparare le vetture, o meglio, i computer che piloteranno le vetture driverless, a tutte le casistiche possibili. Secondo le stime un essere umano alla guida di un auto commette in media in un incidente ogni cento milioni e mezzo di km. Dopo oltre 10 anni di sperimentazione le macchine a guida autonoma hanno ancora bisogno dell’intervento umano, per evitare casistiche incidentali, ogni 10 mila chilometri circa. In altre parole lo stato dell’arte è questo: alla guida autonoma manca ancora la capacità di adattamento della mente umana. 

Il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Treno sta lavorando proprio a questo: avvicinare le capacità cognitive di un auto driverless a quelle di un guidatore esperto. Stiamo parlando del progetto Dreams4Cars finanziato dal programma europeo Horizon 2020, di cui l’ateneo di Trento è partner assieme ad altre università del vecchio continente. “In un’auto prototipo il software dell’agente che emula il comportamento di un guidatore umano e apprende come nel sonno ha funzionato” afferma il professore Mauro Da Lio, coordinatore della ricerca. Bene, ma questo significa che il computer apprende sognando?

Ecco, diciamo che il sogno inteso come attività del cervello a riposo è più che altro una metafora. 

Secondo ipotesi recenti in ambito biologico la nostra mente rielabora durante il sonno le esperienze realmente vissute, allenandosi a situazioni future. Quindi il neopatentato diventa un buon conducente non solo grazie ai chilometri percorsi, ma anche alla capacità di rielaborare quanto fatto su strada. Dreams4Cars cerca di imitare questo comportamento facendo si che i computer raccolgano le informazioni raccolte durante la guida e le utilizzino per elaborare simulazioni in fase di riposo. Inoltre i computer compiono questo sogno in modo condiviso, dando vita a un processo di dati esponenziale. In questo modo il software elabora modelli di gestione dell’auto che risultano piuttosto efficienti nelle varie casistiche, riducendo il lavoro di progettazione che altrimenti toccherebbe agli ingegneri. Tutto questo con l’obiettivo ultimo di creare delle soluzioni appettibili ai privati dell’industria automotive.

Da un lato bisognerà ancora lavorare per raggiungere la killer app della guida driverless, quella che porterà la guida autonoma nel nostro quotidiano. Dall’altro, a proposito di eccellenza nella ricerca, l’ateneo romano La Sapienza riesce già a costruire una monoposto che si guida da sola, sfreccia a 107 km/h e vince le corse di categoria. Nel 2019 infatti la scuderia universitaria Sapienza Corse ha trionfato nella categoria Class 1D (guida driverless) della Formula SAE Italy tenutasi all’Autodromo a Varano de’ Melegari. La Formula SAE è una competizione destinata agli studenti universitari nell’ambito del design ingegneristico e della meccanica. Il format made in USA è stato riprodotto in vari paesi che organizzano diversi eventi come in un calendario corse, ma senza classifica generale. Sapienza Corse ha vinto la XV edizione della competizione italiana alla seconda partecipazione, e l’ateneo sta già mettendo a punto un nuovo prototipo da lanciare quest’anno, anche se il covid ha fatto slittare sviluppo e gare. Intanto la Gajarda 2019 AWD Driverless, il nome della monoposto, è già riconosciuta come un gioiello di ingegneria costruito tutto da studenti. In questo caso sono loro l’oggetto più ambito dalle aziende del settore. 

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