Jobs act ultima puntata: lavoro autonomo e smart

Il disegno di legge di iniziativa governativa sulle attività professionali autonome e il lavoro agile è collegato alla manovra di finanza pubblica per l’anno 2016. Il provvedimento, che interessa oltre due milioni di partita Iva e collaboratori, è stato approvato in sede di esame preliminare dal Consiglio dei Ministri nel gennaio 2016. Successivamente ha poi ricevuto il primo semaforo verde dal Senato della Repubblica lo scorso novembre ed ora è all’esame della Camera dei Deputati.

Il disegno di legge si compone di 22 articoli riguardanti due insieme di norme complementari, volte, da un lato, ad introdurre un sistema di interventi che assicuri un complessivo rafforzamento delle tutele per i lavoratori autonomi e, dall’altro, a sviluppare, all’interno dei rapporti di lavoro subordinato, modalità flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative.

Il testo è un “mix” di norme dispositive e di deleghe al Governo, che quindi rimettono all’esecutivo l’onere di legiferare attraverso l’emanazione di appositi decreti legislativi, prima in forma di schema, da inviarsi alle camere per il parere, e solo dopo in via definitiva.

In particolare, si segnalano le seguenti misure: previsione che i centri per l’impiego si dotino di uno sportello dedicato al lavoro autonomo; estensione delle norme relative al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali tra imprese anche alle transazioni commerciali tra lavoratori autonomi e imprese, tra lavoratori autonomi e amministrazione pubbliche e tra lavoratori autonomi; riconoscimento permanente del diritto dei professionisti di accedere ai fondi strutturali europei; deducibilità ai fini Irpef da reddito di lavoro autonomo delle spese per la formazione o per l’aggiornamento professionale; delega per la rimessione degli atti pubblici alle professioni ordinistiche; delega per la sicurezza e la protezione sociale delle professioni ordinistiche; delega per semplificazione delle disposizioni sulla salute e sicurezza degli studi professionali; inquadramento giuridico del lavoro agile inteso come un modello innovativo di organizzazione del lavoro alternativo al telelavoro, in linea con la riflessione sul tema dalla “disconnessione”, già sviluppatasi in altri contesti europei.

Al testo sono state depositate numerose proposte emendative, tuttavia, da quanto si apprende, il relatore (Cesare Damiano n.d.r.) e il governo intendono limitare il più possibile, se non addirittura scongiurare, ulteriori modifiche al provvedimento, al fine di velocizzare il percorso di approvazione definitiva.

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