Helbiz: “L’ondata verde si è rivelata vincente”


La startup fondata da un siciliano è diventato un campione della mobilità

Fondato nel 2017 negli Stati Uniti dal siciliano Salvatore Palella, Helbiz è oggi uno dei più grandi operatori mondiali di micromobilità e il maggiore in Italia. Il gruppo è presente in 10 Paesi ed è prossimo a quotarsi sul Nasdaq. In attesa dell’ipo il suo creatore ci ha raccontato come sta cambiando l’azienda e la sua visione del futuro.

In Italia Helbiz ha posizionato il primo monopattino elettrico nell’ottobre 2018 e oggi ha 750mila utenti attivi. Come è nata l’idea?

Ero già negli Stati Uniti all’epoca e stavo creando un piattaforma per piccoli lavoretti da svolgere in casa, dall’idraulico all’elettricista. Da qui il nome dell’azienda, nato dalla crasi tra “help” e “business”. Nel frattempo è esplosa la moda della micromobilità che mi ha subito attratto. Ho fatto dei test a Los Angeles quando ancora non v’erano le autorizzazioni e poi sono volato in Cina per capire chi potesse seguirci con la produzione. Ho deciso di puntare su questa ondata verde e si è rivelata vincente.

La consapevolezza dei rischi ambientali provocati dall’inquinamento atmosferico ha favorito la crescita dell’azienda?

L’avanzamento spedito dell’elettrico e la maggiore sensibilità ambientale sono fattori che hanno sicuramente contribuito alla scelta sempre più diffusa di muoversi con mezzi propri e più ecologici come i nostri, monopattini e bici elettriche. Poi è arrivato il coronavirus, che spinge sempre più persone a evitare gli assembramenti sui mezzi pubblici.

La pandemia ha impattato sul vostro modello di business?

È stato un acceleratore di processi già in atto. L’Europa si è fatta molto toccare per numero dei casi dal Covid e abbiamo fatto in due o tre mesi ciò che ci saremmo aspettati di fare in circa 2 anni. In Italia Helbiz è diventato il primo operatore nazionale con circa 20 licenze ma non avremmo ottenuto questo alto numero di accordi in breve tempo se le istituzioni locali non avessero rivalutato l’importanza di offrire mezzi alternativi.

Quali sono i prossimi progetti che coinvolgeranno l’Italia?

Abbiamo da poco comprato Mimoto e quindi aggiunto il motorino elettrico alla nostra flotta. Inoltre cercheremo di espandere il servizio in città dove non siamo ancora arrivati. Sul lato business abbiamo un progetto legato al food delivery che testeremo a Milano per poi esportarlo nel resto del mondo. Entro 2-3 mesi ci quoteremo al Nasdaq. Saremo la prima azienda di micromobilità a debuttare sul mercato americano e puntiamo a investire una grossa fetta di quanto raccolto in Italia.

A livello globale?

Negli Stati Uniti stiamo ampliando il raggio di azione. Abbiamo vinto il bando di Atlanta e entro fine novembre arriveremo a Santa Barbara. In Europa vogliamo rafforzare la nostra presenza nei Paesi del sud e insediarci in Inghilterra dove abbiamo ottenuto una licenza dal Parlamento e vogliamo partire operativamente a inizio 2021.

Il monopattino elettrico è considerato uno dei mezzi più ecologici perché il suo funzionamento non comporta l’emissione di gas di scarico. Ci sono però due aspetti impattanti sull’ambiente e sono la ricarica e lo smaltimento. Come li gestite?

Abbiamo due sistemi di operatività per la ricarica dei mezzi. In America i monopattini hanno una batteria intercambiabile che andiamo noi a sostituire. In Italia invece abbiamo preferito rimanere con le batterie classiche: ritiriamo i mezzi su strada, li ricarichiamo nei magazzini e al contempo facciamo una sanificazione. Per quanto riguarda le fonti di ricarica è appena partita una partnership con Enel Energia per cui le città italiane potranno contare su una flotta di micromobilità alimentata da sola energia rinnovabile fornita dal partner. Helbiz ha calcolato che la riduzione dell’impatto ambientale conseguente all’utilizzo dei monopattini elettrici sia nell’ordine di oltre 1,7 kg di CO2 per ogni chilometro percorso rispetto all’utilizzo di veicoli a combustibile fossile. Per quanto riguarda lo smaltimento, il nostro monopattino ha una vita di circa 18 mesi superati i quali ha un tasso di riciclo alto. Circa il 70% viene utilizzato per realizzarne uno nuovo.

Che effetto hanno gli atti vandalici e l’usura sulla vita dei monopattini? State lavorando sul prodotto per migliorarne la longevità?

Sfato subito un mito: in Italia ci sono tassi di vandalismo e furto minori rispetto agli Stati Uniti d’America. La media da noi è del 3% e oltre oceano le strade non sono tanto meglio. La media di vita dei veicoli è un fronte caldo: siamo passati da 12-14 mesi a 18-24 in poco meno di un anno grazie a modifiche interne. É per questo che ora cominciamo a pensare a delle produzioni in casa insieme a Segway.

Come si potrebbe migliorare la sicurezza su strada?

Puntiamo molto sulle attività educative nelle città e utilizziamo una parte del fatturato mensile per fare eventi e aumentare la sensibilizzazione degli utenti finali. Negli Stati Uniti le piste ciclabili sono separate dalle strade con dei paletti e penso che questa soluzione di divisione fisica dia maggiore senso di sicurezza e potrebbe essere più diffusa in Italia. Ultimamente stiamo trovando molta disponibilità tra le istituzioni locali per collaborare sul punto della sicurezza.

Come cambierà la mobilità in futuro?

Sicuramente l’automobile sarà meno usata e già oggi per le nuove generazioni possederne una o fare la patente appena compiuti i 18 anni è meno importante rispetto al passato. Inoltre secondo me in futuro verranno utilizzati sempre più i cieli e gli spazi aerei per spostarsi da una parte all’altra delle città.

E il rapporto tra centro e periferie?

I monopattini stanno ridisegnando i trasporti dei centri urbani ma io penso che le zone più esterne abbiano un ruolo molto importante. E infatti in Italia i geo-fence più grandi sono i nostri, a Milano, Roma e Torino. Il Covid-19 poi favorirà lo sviluppo di queste aree. Per comodità più persone preferiranno vivere fuori città: per avere più spazio o perché devono spostarsi spesso. C’è molto da investire nella periferia e per noi è già un asse per gli investimenti futuri.

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