Culturability. I luoghi puri impazziscono.

Culturability è una piattaforma aperta a progetti di innovazione culturale e sociale che promuovono benessere e sviluppo all’insegna della sostenibilità. Ideata e promossa dalla Fondazione Unipolis, la fondazione d’impresa del Gruppo Unipol, nella definizione di questa iniziativa non manca nulla: apertura, promozione, innovazione culturale e sociale, benessere, sviluppo, sostenibilità. Ma cosa significa, esattamente? Cosa fa, in concreto, culturability?

Nata nel 2009 con l’obiettivo di cambiare quel paradigma che ci porta a vedere la cultura come un elemento statico, elitario, non partecipativo e in qualche modo legato ad un mecenatismo oramai obsoleto, obiettivo dell’iniziativa era promuovere un’idea di cultura come fattore di coesione e inclusione sociale attraverso nuovi percorsi di sviluppo dei territori. Così nascono nel 2013  i bandi culturability, oggi giunti alla quarta edizione, che mirano ad intercettare e sostenere progetti che vanno in questa direzione, promossi in primis da under 35. Negli anni, lo spettro del progetto si è evoluto, e pur mantenendo lo sguardo su come la cultura può diventare un driver per sviluppare competenze e territorio, il focus si è spostato sempre di più sull’innovazione sociale e culturale, intercettando, prima di altri, un cambiamento che pochi anni dopo sarebbe emerso come centrale nel dibattito pubblico.

“Molti dei progetti sostenuti nelle ultime edizioni” spiega Roberta Franceschinelli, Responsabile Cultura della Fondazione Unipolis, “sono di fatto i ‘pionieri’ della rigenerazione di cui si parla tanto oggi, e cui ci si ispira come ‘buone pratiche’. Penso, per citarne solo alcuni, a Cascinet e Mercato Lorenteggio a Milano, alle Serre dei Giardini Margherita e Mercato Sonato a Bologna, CasermArcheologica ad Arezzo, Piazza Gasparotto a Padova, il MUFANT di Torino, Hostello delle idee, che sarà l’ultimo tassello del CAOS di Terni.

Nell’ultima edizione del bando la cui selezione si è conclusa di recente, il tema è quello della rigenerazione di spazi per progetti a vocazione culturale. “Ci è sembrato che i progetti che intercettavamo, che raccontano e praticano questa idea di cultura intrecciata a innovazione, e cambiamento  avessero bisogno di una casa, di uno spazio per collaborare ed entrare in connessione con le proprie comunità. Attraverso il bando culturability, intercettiamo tantissime buone pratiche di  rigenerazione e riattivazione di spazi,  edifici, ex siti industriali abbandonati o sottoutilizzati. Offriamo loro un contributo e un percorso di mentoring.”

Questo percorso di accompagnamento ha lo scopo di andare oltre la mera selezione del progetto migliore, per creare le condizioni, attraverso la formazione, il rafforzamento delle skills del team e le occasioni di confronto con professionisti,  perché crescano e si sviluppino nuove competenze e nuove reti tra chi si fa attore di cambiamento, per costruire quella che Roberta definisce una “comunità di pratiche del cambiamento”.

TDal 2013, Fondazione Unipolis ha investito un milione e 500 mila euro. I progetti che hanno partecipato al bando sono circa 2.770. I  5 progetti selezionati quest’anno, che riceveranno un contributo di 50mila euro ciascuno, sono Evocava – Museo evocativo delle cave | Mazara del Vallo (Trapani); FaRo – Fabbrica dei saperi a Rosarno | Rosarno (Reggio Calabria); L’Asilo MEZZI SENZA FINE | Napoli; Lottozero / textile laboratories | Prato e MET – Meticceria Extrartistica Trasversale | Bologna. Ad essi si aggiungono Area Archeologica Giardini Luzzati: Lo Spazio del Tempo | Genova e TOC Centre | Copertino (Lecce), che riceveranno un contributo MiBACT di 10mila euro ciascuno.

“Una pubblicazione dello scorso anno si intitolava ‘community hub: i luoghi puri impazziscono’. Ecco, noi siamo alla ricerca di questi spazi di comunità, luoghi ibridi in cui le diverse anime dei territori si incontrano, in cui la cultura si contamina con l’agricoltura, la manifattura e altri mondi ancora, per generare innovazione sociale.”

Photo by Davidson Luna on Unsplash
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