Costruire ponti verso il futuro. Benvenuti all’Ex Fadda

In Puglia, a San Vito dei Normanni, uno spazio pubblico per l’aggregazione e l’innovazione sociale.

“Nel cuore della Puglia c’è un vecchio stabilimento enologico in disuso, abbandonato da decenni. Lo stiamo trasformando in un nuovo spazio pubblico per l’aggregazione, la creatività e l’innovazione sociale.” Le poche parole presenti nella sezione chi siamo del sito web dell’Ex Fadda  descrivono alla perfezione chi sono i ragazzi dell’Ex Fadda e soprattutto come agiscono: con semplicità e concretezza. Caratteristiche che, almeno a prima vista, potrebbero sembrare in contrasto con un progetto visionario che si pone l’obiettivo di mettere in comune risorse quali spazio, relazioni, competenze e denaro per sostenere i giovani con un’idea da realizzare e fornire un canale per chi ha voglia di collaborare con le iniziative già esistenti.

La genesi dell’Ex Fadda va ricercata nell’ambito del programma per le politiche giovanili Bollenti Spiriti, promosso dalla Regione Puglia per creare un coerente disegno di rinascita sociale, economica e culturale all’interno del territorio pugliese. A vincere uno dei bandi legati a Bollenti Spiriti è stata la società di comunicazione Sandei, che ha così ottenuto 60mila euro per riqualificare l’ex stabilimento enologico “Dentice di Frasso”, un imponente fabbricato di 3mila metri quadrati con circa 10mila di verde, situato a San Vito dei Normanni, comune in provincia di Brindisi, a pochi chilometri dalla costa adriatica.

Da quel momento è partito un vero e proprio cantiere di auto-costruzione che ha coinvolto imprese locali, associazioni e singoli cittadini, sotto la guida del project manager Roberto Covolo, in arte Rombi. Sociologo per formazione, Covolo ha dapprima lavorato per la Regione Puglia, proprio all’interno di Bollenti Spiriti, per poi passare dall’altro lato della rete; un lavoro che gli ha permesso di entrare, nel 2013, nella top 100 annuale degli innovatori sociali stilata da Riccardo Luna (giornalista di Repubblica e Wired) nel suo libro Cambiamo tutto.

Ad oggi, l’Ex Fadda rappresenta probabilmente il miglior laboratorio urbano della Puglia e uno dei più avanzati esperimenti di innovazione sociale in Italia. Gli spazi sorti al suo interno coinvolgono le attività più disparate: dalla danza alla scherma, dall’artigianato alla musica, passando per lo yoga, il parkour e la radio. Vera punta di diamante del laboratorio è il ristorante sociale XFood – nato in collaborazione con il Consorzio di Cooperative Sociali Nuvola – il primo in Puglia ad avvalersi di personale con disabilità impiegato in cucina e nel servizio in sala. I ragazzi si sono formati grazie al corso di job coaching “Progetti innovativi integrati per l’inclusione sociale di persone svantaggiate”, promosso dalla Regione Puglia, e hanno trovato all’interno di XFood una collocazione lavorativa oltre che una seconda famiglia. Tutto il ristorante è all’insegna della diversità come valore positivo: ogni elemento d’arredamento ha un design unico, secondo un concept della designer Sara Mondaini. Un esempio virtuoso e soprattutto emblematico di quella che è la ragion d’essere dell’Ex Fadda: accogliere iniziative, idee, e progetti e convertirli in realtà concrete, a disposizione della comunità. E chissà che a disposizione della comunità, intesa in senso più lato come comunità nazionale, non possa essere anche il modello finanziario dell’Ex Fadda, basato su un iniziale finanziamento statale (o in questo caso regionale) che permette di sviluppare una o più attività in grado poi di rappresentare fonti di autofinanziamento.

L’abbiamo chiesto proprio a Roberto Covolo: “ExFadda si inquadra nelle sperimentazioni relative al welfare generativo, un welfare cioè che non consuma più di quello che produce. Si tratta di un’ ipotesi di lavoro non sostitutiva ma complementare rispetto alle forme di welfare tradizionali concepite secondo la logica del servizio, ma a mio avviso particolarmente interessante per il ruolo attivo che esso attribuisce al soggetto: non più utente, ma co-produttore e co-responsabile della costruzione di processi di emancipazione.”

Per verificare se una terza via fra l’assistenzialismo e l’impresa privata sia sostenibile su più ampia scala, serviranno però grandi dosi di coraggio e spirito d’iniziativa. In caso servisse ispirazione, citofonare all’Ex Fadda; ma solo per cortesia, la porta sarà sicuramente già aperta.

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