A colazione con Leonardo Adami, il sindaco più giovane d’Italia.

Cos’hanno in comune Ben Campbell, protagonista del film “21” da cui è tratta la frase del titolo, e Leonardo Adami? Non molto, a parte il numero 21. A 21 anni Leonardo (oggi 23), conquista il primato del sindaco più giovane d’Italia. Ci sentiamo per telefono alle 9 del mattino. Io sono a Roma, lui probabilmente da buon veneto sarà operativo già da qualche ora.

Per rompere il ghiaccio gli chiedo quale sia stata la prima cosa che ha pensato, non appena diventato sindaco.

Le prime due notti non ho dormito. Sapevo che c’era molto da lavorare: sentivo di dover dimostrare a tutti che potevo farcela e ripagarli della fiducia. Ho immediatamente avvertito la responsabilità di adempiere agli impegni assunti con la cittadinanza.

Sei un sindaco giovane, anzi giovanissimo, su quali ambiti ti sei maggiormente concentrato?

Mi sono concentrato prevalentemente nella gestione del personale e nei lavori pubblici. Pur essendo il nostro un piccolo comune siamo negli anni riusciti ad ottenere importanti contributi a favore dell’edilizia pubblica ed in particolare strade, cimiteri, percorso pedonale che attraversa il territorio comunale ed un centro di aggregazione giovanile.

Da un punto di vista di politiche giovanili, quali sono le attività messe in atto in questa prima parte del tuo mandato?

Abbiamo lavorato molto con la consulta giovanile con la quale stiamo realizzando un cortometraggio finanziato dalla Regione Veneto. Abbiamo partecipato a due call del progetto Erasmus e ne abbiamo per ora vinta e attuata una. Portiamo avanti corsi di musica e inglese per i ragazzi. Stiamo promuovendo, con le associazioni sportive, nuovi corsi per dare sempre maggiori possibilità a tutti i ragazzi del territorio per passare in modo sano e costruttivo le ore che passano fuori scuola, inoltre, a breve consegneremo alla nostra comunità un centro di aggregazione sociale recentemente costruito grazie ad un contributo statale.

Penso poi che un ragazzo cresciuto nell’era di Facebook e degli smartphone debba per forza aver pensato il suo comune in ottica hi-tech o sbaglio?

Beh, sì. Ci sono molte cose che se venissero fatte direttamente su internet accorcerebbero i tempi e ridurrebbero molti sprechi quindi, ad esempio, sto tentando di informatizzare diverse procedure come moduli, metodi di pagamento, gestione della mensa scolastica e molto altro ancora. Inoltre, ritengo che l’alfabetizzazione informatica sia molto importante per allineare tutti su una stessa mentalità, per questo motivo, in collaborazione con le associazioni del paese, abbiamo organizzato dei corsi di informatica. Un altro risultato importante in questo ambito è stato anche di avere dotato ogni aula della nostra scuola primaria con una lavagna informatica multimediale connessa ad internet.

Parlando di nuove tecnologie e innovazioni, ci sono esempi particolarmente brillanti nella tua zona di giovani particolarmente brillanti che magari hanno lanciato progetti di start-up?

In un comune da 1600 abitanti?? Non proprio, anche se abbiamo un’associazione che si occupa di divulgare e raccogliere idee nell’ambito dell’applicazione di “Arduino” e di stampanti 3D.

Da sindaco giovane come vorresti trasformare il tuo territorio e la tua città se potessi proiettarlo nel futuro?

Da un punto di assetto del territorio siamo davvero a buon punto. Ci manca ancora qualche servizio importante a favore di fasce più deboli e sicuramente aiuterebbe avere più coesione e maggior senso di comunità. Mi piacerebbe che vi fossero più attività imprenditoriali legate al settore del turismo e che la gente ci credesse un pochino di più. Pian piano ci lavoriamo comunque.

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