Amore liquido. Perché preferiamo le connessioni alle relazioni.

Internet ha cambiato le abitudini di coppia. Fiumi di conversazioni scorrono sulle chat istantanee a tutte le ore del giorno e della notte.

Ci sono relazioni che hanno inizio con un messaggio e con un altro possono finire. E quando non si ha la voglia o il coraggio di esprimere parole, vengono incontro le emoji (i famosi simboli pittografici utilizzati nelle chat), eredi della nuova comunicazione non verbale. C’è chi riveste i panni di un investigatore segreto analizzando l’andamento di spunte e doppie spunte, orari di connessione e in quanto tempo il partner riesce a rispondere a un messaggio. C’è chi, invece, mantiene relazioni digitali, senza farle mai evolvere, più per una forma di auto gratificazione che per un interesse reale nei confronti dell’altro (in America le chiamano “Long digital relationship”).

Le parole di Zygmunt Bauman, aiutano a comprendere qual è il rischio di affidare a questi aggeggi digitali le nostre relazioni sentimentali. Con i social network si possono avere migliaia di amici, premendo semplicemente dei tasti, senza troppo coinvolgimento. “Così come è apparentemente e infantilmente facile trovare un partner”, afferma uno dei più grandi sociologi contemporanei, “è altrettanto facile abbandonarlo e chiudere la conversazione”. Si smette di cinguettare, di mandare messaggi vocali, e magari si cancella l’amicizia, senza bisogno di inventare delle scuse. In questo tipo di amore, è possibile ottenere un bel po’ di libertà individuale, passando da una persona all’altra, senza preoccuparsi delle conseguenze. È proprio questo “l’amore liquido” teorizzato dal sociologo scomparso all’inizio di quest’anno, in cui si consuma l’appagamento che porta quel determinato rapporto, ben diverso dall’amore come impegno continuo, che deve essere rigenerato, ricreato ogni giorno. Vivere una relazione reale fa scatenare un processo evolutivo, mentre delegare le scelte così come la comunicazione ai WhatsApp, non può che dare un piacere tempestivo, ma più infantile. Per questo motivo le relazioni umane vengono sostituite sempre più dalle connessioni.

Per fortuna, esistono artisti che riescono con ironia a far riflettere gli utenti sulla contemporaneità, piena di fraintendimenti, doppie spunte blu e “amori sfigati”. Chiara Rapaccini, in arte Rap, ha deciso di riportare alcune situazioni di equivoci, goffaggini e sfortune degli innamorati, prima su carta e poi sui social, attraverso i suoi disegni. La sua pagina Facebook “Amori sfigati” oggi ha raggiunto più di 170.000 affezionati followers. “In amore la scrittura letteraria anche di una mail, permette di capire meglio l’altro e di esprimere i sentimenti, invece la velocità di WhatsApp impoverisce e superficializza”. Con Amori Sfigati, si vuole denunciare proprio gli amori liquidi, come la stessa artista ci spiega: “L’amore vero si costruisce solo quando ci sono due unità complete, la donna che ha capito chi è e fa da sola e l’uomo che ha capito chi è e fa da solo. Queste due unità mature se si incontrano, possono amarsi. Gli uomini che disegno io, sono vittime di cinismo, di stereotipi e di iper romanticismo. Io con i miei personaggi, invito il pubblico a fare diversamente e vivere l’amore in modo maturo e indipendente”. Per amare gli altri bisogna prima amare se stessi, ed è proprio questa, la vera sfida.

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