5 startup da tenere d’occhio per un futuro sostenibile

Orange Fiber

Un business fondato sulla produzione tessile dagli scarti di arance. L’idea di Orange Fiber, nata nel 2014, trova da subito sostegno e finanziamenti alla luce di un obiettivo tecnologico nel rispetto della produzione tessile Made in Italy. La “moda alternativa” della startup, apprezzata da aziende come H&M e Ferragamo, segue le orme della sperimentazione già avviata con prodotti quali canapa, alghe, ananas, banane, offrendo una soluzione sostenibile in termini di produzione industriale. Il network Angels for Women ha investito 100 mila euro nella recente campagna di equity crowdfunding.

Hexagro Urban Farming

Specializzata nello sviluppo tecnologico di agricoltura verticale e modulare, Hexagro Urban Farming rappresenta una soluzione futuristica di produzione alimentare indoor. La tecnologia a chilometro zero è pensata per essere installata in case, uffici e spazi di coworking. Attraverso un sistema di coltura aeroponica, l’orto verticale diventa protagonista di un business circolare e sostenibile. Tra i progetti della startup milanese: il Living Farming Tree (orto per piante medicinali e aromatiche) ed una recente proposta innovativa per il sistema idrico integrato (premiato dal gruppo Cap).

Enerbrain

Diminuire il consumo energetico, tagliare i costi e regolamentare gli impianti di riscaldamento e raffreddamento dell’aria. La startup torinese Enerbrain ha fondato il suo business sulla Co2, sviluppando soluzioni energy saving per i grandi edifici non residenziali. L’obiettivo, secondo il co-founder Filippo Ferraris, riguarda non solo la performance finanziaria, ma anche le condizioni di lavoro e di salute dei dipendenti in un’ottica di pulizia ambientale e comfort. L’azienda ha chiuso il 2018 con un fatturato di circa due milioni di euro, attestandosi come scaleup e modello di economia circolare energy tech italiano.

Cubbit

Internet affronterà una nuova rivoluzione, quella iniziata da Cubbit. Come? Attraverso un cloud sicuro ed espandibile, nemico dei big data center fisici e dei colossi di archiviazione del web. Il Cubbit Cell, il dispositivo plug-and-cloud, è disponibile per ora su Kickstarter (dove ha raccolto circa 410 mila euro) e arriverà sul mercato ad agosto. La startup bolognese ha suscitato l’interesse del Cern e mira a collaborare con grandi gruppi industriali per ampliare e diffondere il servizio. Cubbit vuole reinventare il cloud eliminando le server farm in favore di un minore impatto ambientale, rispettando privacy e sicurezza dei dati.

Mimoto

Scelte sostenibili nella mobilità di tutti i giorni: Mimoto, startup attiva su Milano e Torino, è il primo servizio Made in Italy di scooter sharing elettrico a flusso libero. Il concept prende forma nel 2017, sull’onda delle varie sperimentazioni di car sharing, attraverso un’app di controllo gratuita, smart e sicura. Per Vittorio Muratore, co-founder, non si tratta solo di mobilità sostenibile, ma anche di rivoluzione culturale. Il target di Mimoto è giovane, orientato verso uno stile di vita green e smart, portatore di una visione del futuro condivisa e sostenibile. Obiettivo per il 2022: un milione di utenti, 20 città e 10 mila mezzi in strada.

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